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ULTIMO CONCERTO
21/10/2018
Rocca di Papa (RM)























Storia:

Breve presentazione

L'Albero






2004


Al posto di Manuela entra Suelo Rinchiusi (basso) ex sassofonista degli Skalabrò. Suelo è un musicista completo, poliedrico, sa suonare quasi tutti gli strumenti ed ha anche un ottima capacità di improvvisazione. Ha un solo “difetto”: da bravo bassista suona già con tanti altri gruppi. Affascinato dall’idea di suonare il rock progressivo aveva accettato di entrare a far parte dei Senza Nome ma non aveva tempo quasi mai di venire alle prove e dopo appena un mese si rende conto di non riuscire a gestire così tanti gruppi, così decide di lasciar stare.
Con Suelo abbiamo suonato dal vivo una sola volta: era il 30 gennaio, data della nostra esibizione all’università “La Sapienza” in occasione di una festa del collettivo di economia. Quella è stata una giornata davvero memorabile. Oltre al fatto che è stato il nostro primo concerto a Roma, e che ci abbiamo messo due ore per imbroccare la strada giusta con la macchina, il trenta gennaio ce lo ricordiamo in modo particolare perché il pomeriggio siamo stati ospitati da Vittorio Nocenzi in persona nella sua residenza di Genzano per ascoltare insieme a lui il nostro demo e ricevere dei preziosi consigli. La cosa più impressionante quando si ascolta insieme a Vittorio Nocenzi un brano musicale è il suo orecchio assoluto: appena ha sentito il primo accordo di Tumore che apre il nostro demo il suo commento è stato: “Bello! È in mi! una tonalità calda, piena di energia!”. Io ed Emanuele ci siamo guardati e siamo scoppiati a ridere… era effettivamente in mi!
Qualche giorno dopo quell’esperienza ricominciamo per l’ennesima volta la ricerca di un bassista sperando di trovarne finalmente uno definitivo. La scelta cade su Piero Portelli (basso), sicuramente molto più bravo col basso di tutti quelli che avevamo avuto fino a quel momento ma soprattutto molto più determinato. Piero è lo stacanovismo fatto persona: si tuffa nel gruppo con un entusiasmo spaventoso. Dalla fine di Febbraio ricominciamo a fare le prove con il nostro nuovo bassista e entriamo in una nuova fase di stallo: prima di tornare a fare dei concerti dobbiamo studiare le parti di Piero su tutto il nostro repertorio.
Nei primi giorni del 2004 nasce il nostro sito internet (www.senzanome.net), che viene inizialmente curato da Lorenzo Toscano, un nostro amico che si è gentilmente offerto di contribuire alla diffusione della musica dei Senza Nome nel mondo!
L’8 marzo invece partecipiamo alla nostra prima esperienza radiofonica sulle frequenze di Solo Radio, una radio di Pomezia che ci ha intervistato e che ha presentato il nostro demo trasmettendo due brani all’interno della trasmissione “Punto Esclamativo” condotta dal dj Lorenzo e dal dj Onofrio.
La fase di stallo viene interrotta il 15 maggio, l’esordio di Piero con la nostra band in occasione di un concerto a Marino per la Festa del quartiere “Madonna delle Grazie” che il papà di Piero ha ripreso con la videocamera digitale regalandoci un DVD fantastico.
Il 30 maggio si suona di nuovo all’Istituto d’Arte per la “Settimana della Cultura”: dobbiamo interrompere il concerto a metà perché inizia a piovere proprio sul più bello. Sebbene sia durata poco abbiamo avuto occasione di incrociare la nostra esibizione con quella di Yoko Kita, pianista classica conosciuta in tutto il mondo (oltre che mamma della ragazza di Fabrizio), ospite d’onore di quel concerto.
Il 10 giugno, in mezzo agli esami dell’università, ci scappa anche un concerto al FareNight di Frascati insieme ai Never Seen, gruppo in cui suonano parallelamente Cristiano e Suelo. Veniamo pagati ben 5 euro a testa (!) e dobbiamo pure pagarci le consumazioni… un vero affare quella sera! Il nostro concerto al FareNight, è l’ultimo da Senza Nome per Giulia, la nostra cantante decide di abbandonare il gruppo per problemi familiari... ci ha salutato alla fine del concerto così come era venuta, regalando al nostro pubblico un duetto da brivido su Non mi rompete del Banco. Anziché cercare un’altra ragazza con le sue stesse caratteristiche vocali decidiamo di riarrangiare tutti i brani per la sola voce di Emanuele che inizia anche a prendere lezioni di canto. Siamo costretti a risuddividere le parti tra i due chitarristi per alleggerire la mole di lavoro di Emanuele e consentirgli di cantare i pezzi che prima cantava Giulia.
All’inizio di agosto ci arriva una grande notizia: veniamo contattati dall’associazione “Semintesta”, a cui avevamo mandato un demo, per partecipare alla quarta edizione di Frammenti, una rassegna di arte, teatro, cinema e musica che si tiene da qualche anno a Frascati dentro Villa Sciarra. La nostra esibizione viene fissata per il 7 settembre, prima del concerto degli Aires Tango, la jazzband di Javier Girotto, sassofonista argentino di fama internazionale.
Intanto, durante la fase preparativa di Frammenti, veniamo chiamati a suonare il 26 e il 28 agosto alla rassegna musicale “Rosso Rock” che si tiene durante la Festa de L’Unità di Marino. La prima serata è stata fantastica non tanto dal punto di vista musicale, anche se tutto sommato è venuto fuori un bel concerto, quanto dall’ambiente goliardico tipico delle feste de L’Unità: La Sinistra Giovanile di Marino ci ha offerto gentilmente la cena in cambio di un po’ di musica. Siccome però quella sera ero vittima dell’influenza intestinale, avevo pensato bene di rifiutare le cose da mangiare… un quarto d’ora dopo mi hanno portato un boccale di quelli da birra (500 ml) pieno di Marino DOC Superiore (che come si sa fa bene all’intestino!). Potete immaginare come si suona bene dopo essersi bevuti mezzo litro a digiuno: ricordo solo che mi sembrava che le mani sulla tastiera si muovessero più lentamente della musica nei monitor.
La mattina dopo del concerto, come un fulmine a ciel sereno, Fabrizio mi chiama a casa e trattandomi molto male mi comunica che vuole lasciare il gruppo all’istante, che il giorno successivo non avrebbe voluto suonare di nuovo alla festa de L’Unità, che non avrei potuto costringerlo a farlo e che non ci avrebbe garantito con certezza neanche la sua presenza per la manifestazione “Frammenti” fissata solo dieci giorni dopo. Già da qualche mese erano nate delle divergenze tra Fabrizio e il resto del gruppo sul genere musicale da portare avanti: Fabrizio voleva che cominciassimo a fare musica più orecchiabile e più commerciale già da tempo, ma nessuno di noi si sarebbe aspettato che una semplice differenza di vedute potesse esplodere in un improvviso attacco frontale del genere senza una ragione specifica, tra l’altro proprio alla vigilia di Frammenti. Per rispetto e coerenza nei confronti degli organizzatori della festa, che si sarebbero trovati all’improvviso una serata scoperta, decidiamo tutti e quattro di partecipare comunque alla rassegna Rosso Rock del 28 agosto, anche senza il nostro batterista. Ci presentiamo così al pubblico in un’insolita formazione acustica messa su in mezza giornata, con Piero che suona il basso acustico sulla sdraia per sottolineare l’atmosfera da unplugged. L’unico brano che viene eseguito in chiave elettrica è Tumore grazie al nostro amico Roberto Fabiani (per gli amici Zippo), batterista dei Never Seen, che studia il brano dal cd demo durante la notte e lo esegue dal vivo il giorno dopo senza averlo mai provato con noi. Sebbene quello del 28 non sia stato certamente il miglior concerto della nostra carriera abbiamo comunque dimostrato, anche a coloro che ci ospitavano a cui abbiamo chiaramente spiegato la difficile situazione, il nostro senso di responsabilità nel mantenere gli impegni. Tra l’altro ci siamo divertiti come dei pazzi quella sera anche perché dopo di noi quella sera suonavano i Nanowar (gruppo metal-demenziale di Roma con cui siamo entrati in amicizia) che hanno registrato il nostro concerto con il loro registratore minidisc.
Risolto il problema immediato della Festa de L’Unità rimaneva il problema Frammenti: a dieci giorni dal concerto più importante tra tutti quelli che avevamo fatto fino ad allora, ci trovavamo a tutti gli effetti senza batterista: Fabrizio voleva infatti riservarsi il diritto di decidere se partecipare o meno alla manifestazione fino al giorno stesso del concerto. Da una parte non avremmo potuto fidarci della presenza del nostro vecchio batterista, dall’altra non si poteva neanche presentare una formazione acustica d’emergenza sul palco di Frammenti e quindi l’unica era trovare un pazzo disposto ad imparare a memoria tre quarti d’ora di musica in dieci giorni. Il pazzo di turno che troviamo è Emiliano Micheli (batteria), batterista dei Triba Urbana ed ex batterista degli Alfieri del bel canto. Emiliano, sebbene abbia gusti musicali molto lontani dal progressive dei Senza Nome, accetta di suonare con noi soprattutto per poter partecipare a Frammenti. Parte subito la lotta contro il tempo per preparare l’esibizione del 7 settembre e, a ritmi forzati, Emiliano riesce egregiamente nell’impresa: il giorno del concerto a Villa Sciarra siamo già pronti a presentare il nuovo batterista che, considerando il poco tempo a disposizione, suona fin troppo bene.
Due giorni dopo facciamo l’ultimo concerto dell’estate alla Festa di Liberazione di Marino mantenendo la stessa scaletta di Frammenti che Emiliano aveva imparato. Una vera desolazione quella sera: praticamente, a parte un drogato che si lavava i piedi col vino e altre tre persone, c’eravamo soltanto noi! Alla fine del concerto Piero si accorge di non avere più il telefono cellulare e dopo un’ora di inutili ricerche rinunciamo e ce ne andiamo a dormire. Alle quattro di notte Piero viene svegliato a casa da una telefonata: era il drogato della sera prima che sosteneva di aver inspiegabilmente “trovato” quel cellulare a casa propria… (!)
Dopo quel concerto ci mettiamo a studiare per la sessione autunnale e sospendiamo le prove. In questa fase cala molto il ritmo del gruppo, e non solo per gli esami all’università. Nonostante lo strano modo in cui si sia comportato con noi dopo oltre un anno di strada fatta insieme, l’assenza di Fabrizio nei Senza Nome si sente eccome. Durante quel periodo aveva formato con noi un legame più profondo del semplice rapporto che ci può essere tra dei musicisti che suonano insieme: senza rendercene conto cadiamo tutti in una sorta di tedio collettivo che viene rotto solo da qualche prova fatta quasi a tempo perso. Cristiano, il nostro chitarrista ritmico, dopo qualche mese tende sempre più ad allontanarsi gradualmente fino a decidere di terminare la sua esperienza con questo gruppo: non era infatti interessato a essere promosso solista per alleggerire il lavoro di Emanuele impegnato a cantare. È stato forse il momento più buio della nostra gloriosa carriera: Emanuele stesso era quasi sul punto di mollare tutto...
Nel frattempo Emiliano studia meglio i brani del nostro repertorio e il 22 dicembre andiamo a suonare al concerto di Natale che viene organizzato nell’auditorium del liceo scientifico “Vito Volterra” di Ciampino. Avendo un urgente bisogno di una seconda chitarra, Piero chiede al chitarrista dei Drosophila Mirko Mazza (chitarra) di sostituire Cristiano, che si era “autosospeso”, per quel concerto. All’esibizione prende parte anche Gabriele Ziantoni (cazzeggio) nel fondamentale ruolo di asta umana da microfono (purtroppo mancava un’asta! Se non ci fosse stato lui…). Il concerto si chiude con la cover di 8 Il Passerotto dei Latte e i suoi derivati che, grazie alla naturale predisposizione di Gabriele a far ridere chiunque lo osservi, raggiunge il suo scopo in maniera soddisfacente. Nasce così la collaborazione tra l’attore teatrale Gabriele Ziantoni, che già era stato nominato manager del gruppo, e i Senza Nome.


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