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ULTIMO CONCERTO
21/10/2018
Rocca di Papa (RM)























Storia:

Breve presentazione

L'Albero






2003



Passò un altro anno, con Fabrizio ci sentivamo una volta ogni tanto ma non per ragioni musicali. Emanuele un giorno per telefono mi disse: “A scuola mia stanno organizzando una festa per la settimana della cultura… ho sentito che cercano qualcuno per suonare…”. Detto, fatto! Domenica 11 maggio 2003 io ed Emanuele ci trovammo di fronte alla nostra prima esibizione pubblica, incrociata a quella di Cristiano Ambrogioni (chitarra), al quale poi chiedemmo di aggregarsi al duo, che doveva suonare prima di noi con un gruppo di ragazzi dell’Istituto d’Arte messo su per l’occasione.
Qualche giorno dopo si aprì per noi una possibilità senza precedenti: il 23 maggio, in occasione di una festa per la chiusura della campagna elettorale del centrosinistra per le elezioni amministrative, ci chiesero di suonare in piazza a Santa Maria delle Mole (Marino). Io ed Emanuele accettammo al volo ma c’era solo un piccolo problemino da risolvere… trovare il resto del gruppo! Cominciò una frenetica e disperata corsa contro il tempo alla ricerca almeno di un batterista: a una settimana dal concerto ne trovammo uno di Marino, che tra l’altro non avevamo neanche mai sentito suonare, ma due giorni prima del concerto, senza peraltro aver mai provato con noi, ci diede buca dicendoci che non sarebbe più potuto venire al concerto… PANICO! Non sapevamo più che fare: avevamo già dato la nostra disponibilità per quella festa!
Per fortuna il momento di disperazione non è durato più di due ore… mentre stavo connesso ad internet incontro per caso sulla chat di MSN Messenger Fabrizio D’Amore il nostro angelo custode (a cui non avevamo pensato assolutamente) che non sentivo da mesi. Gli parlo del concerto e gli racconto del batterista che ci ha dato buca. Fabrizio si accende subito e mi dice “Ma perché non me l’hai detto prima? vediamoci domani pomeriggio… a proposito: che pezzi dovete fare?” Con due sole prove Fabrizio arrangia al volo un accompagnamento di batteria per la scaletta di quel concerto.
Era il 20 maggio 2003… l’inconsapevole data di nascita ufficiale dei Senza Nome.
Un solo giorno prima del grande evento, si aggiunge al gruppo anche Giulia Quagliarini (voce), la cugina di una mia vecchia amica che studiava canto da anni. Giulia fa a tempo solo a preparare un duetto con Emanuele in Non mi rompete (Banco del Mutuo Soccorso).
La sera prima del concerto stavo provando a casa mia con Emanuele le ultime cose quando mi telefona l’organizzatore della festa e mi fa:
“Senti Stefano, mi sono dimenticato di chiedertelo, mi serve per il volantino… ma qual è il nome del tuo gruppo?”
(momento di PANICO)
“Ehm…sa veramente noi… non ce l’abbiamo!”
“Come non ce l’avete?”
“Beh… ecco… ne ho parlato con gli altri… però…”
“Siete senza nome?”
“Sì…”
“Sì, ma io che nome ci metto sulla locandina?”
“Ci metta… SENZA NOME!”
“Senza nome?”
“Senza Nome! Le piace?”
In effetti del nome non avevamo avuto molto tempo di parlarne… era successo tutto così in fretta! Sì, avevamo buttato giù qualche idea, da quelle più serie a quelle più demenziali, ma nessuna veramente ci soddisfaceva! E poi che vi credete voi che sia facile trovare il nome di un gruppo? È già difficile quando uno deve scegliere tra due nomi o tra dieci! Immaginate a dover scegliere un nome, un solo dannato nome tra tutti i nomi possibili! Quanti sono i nomi possibili? Pensate che solo il Grande Dizionario della Lingua Italiana della UTET è composto da ventuno volumi di circa mille pagine ciascuno!… È un cadavere di carta lungo più di due metri! Poi ci sono da considerare tutti i possibili nomi in inglese, sempre di moda, e nelle altre lingue straniere, tutti quelli generati dalla fantasiosa composizione di sillabe e suoni che non sono compresi nel dizionario! I più creativi usano persino dei numeri per darsi un nome! Senza contare il fatto che la maggior parte dei gruppi ha un nome composto da più parole! Io sfido qualunque matematico a calcolarmi tra quanti possibili nomi cinque sfigati ragazzi che suonano insieme devono scegliersene uno! Ma vi rendete conto di quanti possano essere? qualunque numero vi venga in mente è sicuramente poco perché puoi sempre aggiungere alla fine o all’inizio un’altra lettera e ottenere un altro dannatissimo inutile nome diverso da tutti quelli prima! Come fai a sceglierne uno? Uno solo? Solamente a pensarci ti scoppia il cervello in mille pezzi! Di fronte all’infinito non si può scegliere! Non ne abbiamo la possibilità! Siamo solo dei semplici uomini e senza punti di riferimento abbiamo il vizio di perderci! Scegliere un nome tra una lista infinita è come cercare di segnare con una matita il centro di un foglio di cui non riusciamo a vedere i bordi! Qualunque punto tu vada a disegnare potrebbe esserlo e nessuno riuscirà mai a provare che quello non è il vero centro del foglio, ma altrettanto tu non potrai fare nulla per dimostrare che il centro è proprio quello lì scelto da te… Che senso avrebbe allora appuntare la matita in un foglio infinito?
Senza contare che stare a pensare a un nome è quanto di più palloso possa esistere! Meglio suonare!
Quando tornando in camera raccontai a Emanuele la storia del nome morì dalle risate! Tutto era pronto per il grande esordio dei “Senza Nome” (23 maggio 2003) e tutto andò bene a parte il fatto che la scaletta ha dovuto subire dei tagli per ragioni di tempo e che nel caos creato dal service ci siamo persi dei cavetti. La scaletta alla fine fu la seguente: Tumore - Non mi rompete - La donna cannone - Non sono mai esistito.
A questo concerto ne seguirono a distanza di pochi giorni altri due in piazza San Barnaba, la piazza principale di Marino, il 6 giugno e il 13 giugno 2003, con la partecipazione a quest’ultimo di Ambra Giani al basso.
Dopo una breve pausa dovuta agli esami di maturità ci siamo praticamente trasferiti nel garage di Cristiano che ha la fortuna di abitare in campagna, dove i vicini di casa non rompono le scatole se la batteria suona un po’ troppo forte (e soprattutto dove non si pagano 25 euro l’ora per suonare): così è nata la nostra storica sala prove.
Il 19 luglio è stata la volta del Concerto a Villa Desideri – Marino, organizzato da Rifondazione Comunista contro l’embargo di Cuba e registrato in modo notevolmente… “artigianale” grazie anche agli “esperimenti tecnici di missaggio” che Ciccio, quello del service, ha pensato bene di effettuare a spese della nostra esibizione: i primi tre brani li abbiamo suonati senza alcun ritorno nei monitor e, come non bastasse, senza una ragione specifica, l’addetto al missaggio alzava e abbassava di continuo i singoli volumi durante il concerto… un vero schifo. Insieme ai Senza Nome, ha preso parte anche il chitarrista jazz Davide ‘Magnagrecia’ Bianco, turnista di Taranto (nonché cugino di Fabrizio) in vacanza da queste parti.
Qualche giorno dopo il concerto è entrata a completare la formazione Manuela Zucaro (basso), una vecchia amica mia e di Fabrizio.
L’estate diventa una prova continua: tutte le mattine e tutte le sere ci vediamo per suonare a casa di Cristiano: Manuela impara rapidamente i pochi pezzi che sapevamo suonare, costruendo delle linee di basso molto semplici e insieme se ne studiano molti altri: il nostro obiettivo era quello di ampliare lentamente il nostro repertorio aggiungendo dei brani di rock progressivo, anche perché ci era capitato più volte, soprattutto nei nostri primi concerti, di dover coprire più tempo di quello previsto e soprattutto di quello che consentiva il nostro ridotto repertorio musicale: era successo tutto in così rapidamente che avevamo all’attivo più concerti che prove!
Suoniamo a Villa Desideri altre quattro volte, stavolta un pochino più preparati degli altri concerti: otteniamo due date alla Festa de L’Unità (2 e 4 settembre) e due alla Festa di Liberazione (19 e 25 settembre).
Dopo l’occasionale tournee estiva decidiamo di cominciare a scrivere qualcosa di nostro… ed è la volta di Illusioni di un Anima Lontana, una suite in tre parti della durata di circa quindici minuti che prende spunto da un arpeggio (trovato molto tempo prima da Emanuele su un testo completamente diverso) su cui poi viene sviluppato tutto il brano.
Tra le altre cose cominciamo a preparare un demo CD, necessario per poter cominciare a fare concerti in giro per i locali: registriamo in multitraccia con il computer di casa mia (allestita per l’occasione come una sala d’incisione) Tumore, R.I.P.(versione acustica) e, alcuni mesi dopo, Illusioni di un’Anima Lontana e Il Ragno. Sfruttando i pochi brani ascoltabili tratti dalle registrazioni dal vivo dei concerti del 4 e del 19 settembre, abbiamo anche noi il nostro primo demo! e il primo concerto ad un locale lo andiamo a fare allo Zabrinskye, un pub di Marino noto soprattutto per la musica jazz, il 12 dicembre.
Il 20 dicembre ci chiamano a suonare all’Istituto d’arte per il concerto di Natale, l’ultimo concerto dell’anno e l’ultimo dei Senza Nome con Emanuela Zucaro al basso che decide pochi giorni dopo di lasciare il gruppo.



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